Distretto industriale e servizi di trasporto – Il caso della ceramica

In breve alcune conclusioni a cui giunge l’autrice del libro, Margherita Russo. (Corsivi miei)

Condizioni che caratterizzano un sistema produttivo in termini di distretto industriale: Concorrenza e cooperazione tra imprese, progressiva specializzazione di attività produttive, sostegno da parte di istituzioni locali e governi, mercato del lavoro caratterizzato da un consistente patrimonio di conoscenze tecniche,

Una delle conclusioni del libro è che le varie attività connesse alla produzione, vendita e trasporto di piastrelle hanno tutte le stessa struttura. Ogni fase è suddivisa al suo interno in numerose imprese specializzate. Si ha quindi una forte specializzazione a livello di singola impresa ed una integrazione verticale in termini di distretto. La struttura del distretto si ripercuote anche nel settore delle macchine per ceramiche. Anche questa industria, presente tra Modena e Reggio Emilia, è fortemente suddivisa al suo interno in imprese altamente specializzate.

Altra conclusione a cui giunge la Russo è che il distretto possiede al suo interno un feedback, una forza di autoaggiustamento che opera grazie alle relazioni esistenti tra imprese. Questo meccanismo fa si che nuove imprese entrino nel mercato nel caso in cui il distretto non possieda le competenze richieste e che provoca l’uscita di scena di imprese che non giocano più un ruolo fondamentale all’interno del distretto. (E’ sempre un male l’uscita di scena di imprese? Parallelo con Silicon Valley, dove una continua ri-configurazione di imprese permette al distretto di restare al passo con il mercato).

Proposte di politica industriale: Importanza di interventi Brain intensive piuttosto che Capital intensive (più facili da programmare ma meno adatti al contesto).

Localizzazione, vincoli e sviluppo: Determinante per la localizzazione del distretto ceramico è stata sicuramente la vicinanza alle cave di argilla dell’Appennino. Ancora più importante, per la creazione di relazioni tra imprese ceramiche ed imprese meccano-ceramiche, è stata la vicinanza tra le 2 industrie. Alfred Weber nel 1909 aveva evidenziato come lo sviluppo di una produzione su scala industriale desse vita ad una industria per la produzione di attrezzature. Tale industria ausiliaria tende a collocarsi in prossimità della principale perchè, riprendendo il caso di Sassuolo, l’industria meccano-ceramica può sperimentare direttamente dentro alla ceramica molti macchinari la cui messa a punto richiede frequenti aggiustamenti (ecco spiegata anche una parte di R&S occulta).
Altro elemento fondamentale per la localizzazione di un distretto è rintracciabile esaminando la storia del distretto di Sassuolo. Nel secondo dopoguerra la zona di Sassuolo era economicamente depressa, a vocazione agricola. Le uniche 2 ceramiche erano la Marazzi e la Marca Corona. Queste 2 grandi imprese hanno svolto il compito di volano per le piccole industrie che nacquero, anche grazie ai finanziamenti statali per lo sviluppo industriale, intorno ai 2 giganti dell’epoca. L’attività di R&S era svolta dalle 2 grandi imprese e le innovazioni si trasferivano a cascata verso le piccole. Grandi imprese hanno creato un mercato del lavoro tecnico e specializzato e, in seguito all’esternalizzazione, hanno dato vita al settore meccano-ceramico. (Confronto con la FairChild in Silicon Valley)

Spostare la produzione oltremare per superare i vincoli derivanti dal trasporto via mare non sembra essere una buona soluzione. (Parallelo con la teoria gravitazionale del commercio internazionale, rapporto peso/valore). Innanzitutto perchè si perdono i vantaggi di scala derivanti dal distretto. Produrre in prossimità nel mercato di sbocco è importante per muoversi in quel mercato, ma gli elevati costi di investimento iniziali scoraggiano la maggior parte delle imprese (medio-piccole) che formano il distretto.

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