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	<title>Commenti a: I nuovi distretti industriali</title>
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		<title>Di: Alberto</title>
		<link>http://www.cash-cow.it/2009/uncategorized/i-nuovi-distretti-industriali.htm/comment-page-1#comment-2593</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 16:09:52 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Nico
Mi trovi in parte d&#039;accordo e in parte no. 
Il mito del &quot;dobbiamo crescere dimensionalmente&quot; penso sia un modello di sviluppo importato da altre economie che non si sposa bene al contesto italiano e che non è necessariamente la migliore soluzione.
Penso che l&#039;Italia abbia fatto della specializzazione, dell&#039;avanguardia e delle produzioni &quot;Taylor Made&quot; il suo forte. Tutte forme di produzione che mal si conciliano con la produzione in scala elevata.
Le imprese italiane sono piccole non perchè imprenditori poco lungimiranti sono voluti restare piccoli ma perchè -penso- sia la migliore forma organizzativa in grado di garantire la qualità e l&#039;unicità dei prodotti. 
Per quanto riguarda l&#039;innovazione, potremmo farci una tesi sopra, comunque sono dell&#039;opinione che non sia monopolio delle grandi imprese.
My two cents...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Nico<br />
Mi trovi in parte d&#8217;accordo e in parte no.<br />
Il mito del &#8220;dobbiamo crescere dimensionalmente&#8221; penso sia un modello di sviluppo importato da altre economie che non si sposa bene al contesto italiano e che non è necessariamente la migliore soluzione.<br />
Penso che l&#8217;Italia abbia fatto della specializzazione, dell&#8217;avanguardia e delle produzioni &#8220;Taylor Made&#8221; il suo forte. Tutte forme di produzione che mal si conciliano con la produzione in scala elevata.<br />
Le imprese italiane sono piccole non perchè imprenditori poco lungimiranti sono voluti restare piccoli ma perchè -penso- sia la migliore forma organizzativa in grado di garantire la qualità e l&#8217;unicità dei prodotti.<br />
Per quanto riguarda l&#8217;innovazione, potremmo farci una tesi sopra, comunque sono dell&#8217;opinione che non sia monopolio delle grandi imprese.<br />
My two cents&#8230;</p>
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		<title>Di: Nico Guzzi</title>
		<link>http://www.cash-cow.it/2009/uncategorized/i-nuovi-distretti-industriali.htm/comment-page-1#comment-2592</link>
		<dc:creator>Nico Guzzi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 16:00:09 +0000</pubDate>
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		<description>In Italia i distretti industriali hanno fatto la nostra fortuna, il problema per le imprese nostrane è sempre stato poi quello del passaggio da medio-piccole a realtà di mercato più importanti. 
Piccolo sarà anche bello ma se poi si vuole competere sul lungo periodo e su larga scala bisogna inevitabilmente investire ed ingrandirsi, altrimenti non si attraggono investimenti, le menti brillanti non sono stimolate e gratificate quando rimangono, soprattutto nei settori ad alta tecnologia, per gli altri spesso basta delocalizzare dove la manodopera costa poco...infatti gran parte dei distretti italiani si sono svuotati...
Ma in fondo è bella l&#039;atmosfera apocalittica dei distretti semi-deserti, adibiti magari a semplici magazzini, con le balle di fieno che rotolano per strada. Infine aggiungo che in Italia in effetti non c&#039;è nessuna crisi, cioè la crisi è dentro di noi, non esiste in quanto siamo noi stessi la crisi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia i distretti industriali hanno fatto la nostra fortuna, il problema per le imprese nostrane è sempre stato poi quello del passaggio da medio-piccole a realtà di mercato più importanti.<br />
Piccolo sarà anche bello ma se poi si vuole competere sul lungo periodo e su larga scala bisogna inevitabilmente investire ed ingrandirsi, altrimenti non si attraggono investimenti, le menti brillanti non sono stimolate e gratificate quando rimangono, soprattutto nei settori ad alta tecnologia, per gli altri spesso basta delocalizzare dove la manodopera costa poco&#8230;infatti gran parte dei distretti italiani si sono svuotati&#8230;<br />
Ma in fondo è bella l&#8217;atmosfera apocalittica dei distretti semi-deserti, adibiti magari a semplici magazzini, con le balle di fieno che rotolano per strada. Infine aggiungo che in Italia in effetti non c&#8217;è nessuna crisi, cioè la crisi è dentro di noi, non esiste in quanto siamo noi stessi la crisi.</p>
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