Google e la pirateria digitale

- 30 gennaio, 2009 1:01 pm

Non so se avete avuto modo di leggere uno degli ultimi post apparsi sul blog ufficiale di Google ItaliaDiritto d’autore e diffusione della conoscenza: un equilibrio è possibile. A mio modo di vedere, questo post, mirabile esempio di cerchiobottismo misto autopromozione, tenta di trasmettere una, a mio parere, poco credibile fiducia nei confronti delle istituzioni.

Certo la speranza è l’ultima a morire ma personalmente non credo che le istituzioni, lente e farraginose per tradizione, possano rincorrere l’evoluzione in materia di proprietà intellettuale. La prova tangibile è l’attuale normativa sui copyright, immutata da troppo tempo ed inadatta alla frenetica diffusione delle informazioni che caratterizza questo periodo storico.

L’importanza secondaria attribuita a Creative Common mi fa infine perdere ogni speranza.

La risposta all’eterno problema tra diffusione e protezione dell’informazione secondo me è già scritta all’interno del post, quando si afferma che:

La Rete è stata costruita su standard aperti e i servizi che hanno mantenuto lo spirito originario sono diventati veicoli di crescita economica e libertà di espressione. Sono stati proprio il libero mercato e gli standard aperti a guidare l’innovazione. Nell’assenza di leggi “imposte” dai Governi, la Rete ha saputo auto-regolamentarsi sulla base dei valori caratterizzanti le comunità virtuali. Internet non ha bisogno di leggi ma di principi condivisi e universali…

Forse sono io che ho una visione miope e pe certi versi integralista, ma non penso che arriveremo mai, con l’attuale frame legislativo misto interessi e pressioni lobbystiche, ad una soluzione condivisa.

Prima di lasciare a voi la parola, chiudo con uno spot:

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