Quotidiani italiani, sveglia!

- 13 maggio, 2009 12:49 pm

Vizio tutto italico è quello di considerare i quotidiani online come figli di un dio minore. L’attenzione riservata alle testate online, da parte dei grandi editori, è scarsa.

I quotidiani online vengono percepiti, a mio modo di vedere, come una sorta di Free press (da imbottire di pubblcità). La preoccupazione maggiore deriva dalla paura che le versioni online possano cannibalizzare le vendite del corrispettivo cartaceo.

Perchè a noi italiani piace la carta…e ci sorbiamo giornali online di qualità dubbia, una sorta di limbo per giornalisti con grandi aspirazioni e presente incerto.

Probabilmente i grandi editori non vogliono affrontare il problema della carta, non vogliono nemmeno pensare al giorno in cui il digitale sostituirà completamente lo stampato. Il servizio più avanzato da questo punto di vista è quello che permette di ricevere le news sul proprio telefono cellulare…

Negli Stati Uniti il trend è diverso, tanto che il New York Times ha una divisione Ricerca e Sviluppo che si occupa di:

  • Core R&D: Studiare le nuove tendenze, monitorare i cambiamenti e le tecnologie che possono introdurre un nuovo modo di consumare informazione.
  • Emerging Platforms Group: Studiare e testare applicazioni su nuove piattaforme emergenti
  • Audience development and analytics: Analizza i comportamenti dei lettori, esegue test e studia la reazione degli utenti alle innovazioni introdotte.

Volete vedere cosa fanno in pratica all’interno di questo centro di ricerca? Ecco un paio di video incredibili (il secondo in particolare) fatti da Nieman Journalism Lab:


La rivoluzione è preannunciata, per quanto ancora i quotidiani italiani resteranno alla finestra ad aspettare?

Postato in : Blog e comunicazione online
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Commenti
Lara 16 luglio 2009

Ciao, sono passata dopo molto tempo sul tuo blog, ti chiedo scusa ma è raro avere un po’ di sacrosanto tempo 🙂
Ho letto questo post e se mi permetti vorrei darti il mio punto di vista, in linea con il fatto che lavoro proprio in un giornale online.
Credo anche io, come dici tu, che i giornali online ancora non siano sfruttati come potrebbero e non siano valorizzati a livello promozionale e istituzionale, proprio per il fatto che si teme in una perdita per gli editori cartacei.
Detto questo, però, c’è già un forte movimento di utenti che inizia a utilizzare i giornali online, le testate se ne stanno accorgendo, aumentano i banner e aumentano anche i giornali che decidono di costruire una testata online a sè stante o un sotto-prodotto dell’edizione cartacea.
Ritengo assurdo le testate online che si fanno pagare (vedi Gazzetta di Reggio a livello locale… so che tu sei di Modena ma ti parlo della mia realtà), il servizio online secondo me deve essere gratuito. L’informazione online non può avere limiti e, comunque, con i banner una fonte di guadagno c’è.
Forse servirebbero più sponsorizzazioni di eventi da parte dei media online, ancora lasciati da parte.
Io credo che se l’ondata non si ferma, tra pochi anni la carta tenderà a sparire o saranno solo gli anziani a leggere ancora l’edizione cartacea.
Serve anche una integrazione fra i vari social network e i media, è fondamentale per farsi conoscere.
Visto che ormai io sono nel campo non posso che sperare in un predominio a breve dell’informazione online, non solo a livello nazionale ma anche locale! Mi rendo conto però che l’ostacolo più duro non saranno i giornali cartacei ma la Tv, il mezzo d’informazione che ha maggior successo e che per gli utenti richiede meno impegno.

Alberto 17 luglio 2009

Ciao Lara
E’ un piacere leggerti. Concordo quando dici che i giornali online sono un sottoprodotto, però io lo intendo nel suo termine strettamente economico, ovvero come un prodotto collaterale (la versione online) ottenuto dalla produzione di un bene principale (la versione cartacea).
Ho avuto modo di lavorare con quotidiani online in passato e confermo la scollatura esistente tra il mondo online e quello offline.
Concordo con te che i contenuti devono essere liberi e gratuiti. Non concepisco nemmeno i servizi a pagamento per accedere all’archivio storico, e in questo senso il NYT è stato un precursore:

http://www.cash-cow.it/2007/search-engine-optimization/new-york-times-archivi.htm

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